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Max Payne 3 (2012)

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Tutta colpa di Alessandra che mi ha intimato: "Mi raccomando finisci Max Payne 3 e poi mi saprai dire". Sulla carta finire il gioco Rockstar comportava – quantomeno per me – almeno una ventina d'ore di gioco.  Sono passati due mesi e, senza infamia e senza lode, ho portato a termine la campagna in single player. In genere gli sparatutto, financo quelli in terza persona, dopo qualche ora di gioco ingranano il pilota automatico. Si va avanti per inerzia, è un po' come guidare in autostrada d'estate. Anche il titolo Rockstar non ha fatto eccezione. Ma solo all'inizio. Dopo qualche ora entra nella pelle. La voce narrante, le rughe scavate del poliziotto,  lo stile narrativo del gioco stemperano il gameplay ripetitivo, i colpi di mitra e i brasiliani che si accartocciano per terra crivellati dal piombo. E' proprio vero che i dettagli in questi giochi sono tutto. Le favelas, i vicoli, le baracche, la San Paolo dei ricchi, yacth, bordelli: tutto ben ricrostruito, da manuale. Rockstar di solito sa il fatto suo quando c'è da immaginare mondi e girarci intorno con la scusa di un videogame. Il limite forse è il genere. Lo sparatutto è fondamentalmente un gioco dove ogni tre-quattro minuti devi sparare. Non si sgarra. E' come un porno. Ha tempi e ritmi codificati. Noioso. Anzi, noiosissimo. Ed è un peccato.  

 

  • Luca |

    Può essere noioso per chi non apprezza gli sparatutto in genere. Max Payne non sarebbe tale, o quantomeno non sarebbe Lui, se non sparasse e si lasciasse dietro un mare di cadaveri, il tutto condito da quella sua ironia cinica e a tratti dark. Il viaggio di Max Payne è il viaggio di un uomo già morto dentro, a cui non interessa perdere la vita perché ha già perso tutto ciò che contava. Un viaggio, per l’appunto, in mezzo a una pioggia di proiettili.

  • luca |

    PEccato perché la storia è davvero intrigante

  • MinDBlinD |

    concordo con te. Io ancora non l’ho finito, ma devo dire che il suo punto debole è proprio il fatto che sia uno sparatutto. Come dici giustamente tu, bisogna sparare ogni 3-4 minuti nonostante la trama sia ricca e coinvolgente, grazie anche alle ricostruzioni molto realistiche ed è un peccato che non sia mixata con un gameplay più vario.

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