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I manager spietati e disperati della serie tv Incorporated

 

C’è la psico-fantascienza esistenzialista che piace a tutti (Gravity, Cloud Atlas, Mars ecc), quella dei futuri distopici che piace ancora di più e poi quella classica alla Battlestar Galactica. E poi c’è quella che butta uno sguardo distorto e ideologico poco più avanti. Di quest’ultima fantascienza è composta la serie Incorporated, voluta e prodotta da due star di Hollywood, i bellocci Matt Damon e Ben Affleck è andata in onda a novembre su Syfy. A Milwaukee nell’anno 2074 gli Stati Uniti non esistono più. Perlomeno non come li immaginiamo noi. Gli effetti del cambiamento climatico hanno sommerso mezzo continente americano riducendo gli Usa a un paese del terzo mondo. Cade il governo e si affermano le multinazionali che diventano dei piccoli Stati, marziali e spregiudicati. Controllano la vita dei loro manager, hanno un loro esercito e competono con il resto del mondo con ogni mezzo. La serie racconta questo incubo attraverso Ben Larson, manager di Spiga Biotech, la più grande società al mondo. Un rifugiato climatico dalla zona rossa fuori Milwaukee cui vero nome è Aaron. Aaron che grazie alle sue abilità hacker è riuscito a ingannare i sistemi di controllo di Spiga. La storia comunque non è sorprendente. Più interessante è la vita dei manager, i grattacieli luoghi del potere, l’ossessione per il controllo e la convivenza tra reietti e “impiegati”, tra disperazione e fascismo. La tecnologia che anima questo mondo è straordinariamente inspirata. Dai dispositivi per il biomedicale alle nanotecnologie ai veicoli autonomi. Nulla di particolarmente fantascientifico, Incorporated non inventa nulla di nuovo ma dà una forma al futuro prossimo assolutamente credibile e proprio per questo stupefacente.