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The Handmaid’s Tale e il sangue si gela nelle vene

Lo confesso. The Handmaid’s Tale, la serie tv rivelazione che agli Emmy Awards ha conquistato otto premi,  l’ho visto a letto, sul Pc, al buio e sotto le coperte. Fa più paura di American Horror Story perché non manda in onda lo spavento facile ma un futuro distopico e spietato così estremo e violento da superare  qualsiasi fobia o paura ancestrale.  The Handmaid’s Tale ti fa entrare piano piano dentro una teocrazia violenta e misogina nata come reazione a un calo drammatico della fertilità. Per ripopolare il mondo le donne fertili che non hanno rovesciato il sistema sono oggetto di violenza e stupro sistematico. La cappa dell’ideologia religiosa schiaccia ogni tentativo di rivolta. Il lavaggio del cervello è la quotidianità. Quella descritta è una società malata e tradizionalista. Il punto di vista è di una Difred, una ancella fertile affidata a un alto comandante e a sua moglie per dare la vita a un figlio. Il ruolo è interpretato da Elisabeth Moss, 35 anni, premiata come migliore attrice protagonista in una serie drammatica. Elisabth Moss è credibile e incredibile per tutte le puntate della prima seria. Una attrice che recita con gli occhi. La serie, ispirata al romanzo omonino di Margaret Atwood, è un pugno allo stomaco. In Italia è trasmessa su Timvision, il servizio di streaming di Telecom Italia

  • Riccardo |

    Dopo sette anni di record assoluti e mai ripetuti tra Emmy, Golden Globe e Premi Oscar come piovesse di un capolavoro come American Horror Story che ha cambiato la letteratura accademica in merito, reinventato un genere ed evoluto un mezzo soprattutto perché fugge dallo spavento facile ma mette in scena uno scenario distopico mentale, dire che AHS sia da spavento facile, quando se oggi esistono serie come The Handmaid’s Tale è proprio perché Ryan Murphy e Brad Falchuck impugarono una penna nella primavera del 2010 e riscrissero la televisione stessa costruendo un Mercury Theatre da repertorio in un network privato, è veramente da ignoranti, oltre che da inetti. Zitti e a studiare!

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