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Start Trek Discovery, la disciplina, la meraviglia e le quote rosa dei Klingon

 

Star Trek non può non piacere. Lo Spazio, gli alieni, la meraviglia della scoperta e delle civiltà. C’era tutto per sognare. Eppure, non è mai stata la mia serie di fantascienza preferita. Sarà stata la divisa, le tutine ridicole, quello disciplina bonaria da caserma che non andava d’accordo con le mie inquietudini rivoluzionarie anni Ottanta. E dire che i personaggi in fondo era tutti freak. Spock è secchione brutto e strano che tutti vorremmo come amico. Uhura è lo stereotipo sexy della centralista. Anche il medico, Leonard McKoy era in fondo uno spostato. . Semmai a non convincermi del tutto c’era il capitano James T. Kirk. Quella faccia da cowboy appena uscito dal MacDonalds. Le braccia corte, il rispetto e l’onore portati come una medaglia da mostrare a pranzo la domenica. Simpatia mi faceva simpatia ma non avrei mai voluto averlo come capo, ecco. Anzi, all’epoca non concepivo proprio il capo. Ecco perché Star Trek Discovery, da un paio di settimane su Netflix, è una gioia. Gode  l’anarchico che era in me e l’adulto di oggi. La protagonista (Michael Burnham, interpretata da Sonequa Martin-Green,) è una testa calda e pure umana ma cresciuta su Vulcano. Già questo la rende perfettamente una reietta stramba destinata a restare una incompresa spaziale. Perché è come Spock ma non così ingessata. Coraggiosa come Kirk ma non così scanzonata. Certo, è sempre “il più promettente primo ufficiale della flotta” e probabilmente con l’andare avanti delle puntate (siamo alla terza) diventerà in tutto e per tutto la nemesi di Kirk e Spock. Ma fino a quando non gli passeranno una mano di amido, l’ufficiale Burnham resterà simbolo disfunzionale della flotta stellare. E questo per il piccolo anarchico che lotta dentro di me è amore vero.  Poi ci sono i Klingon ((in lingua klingon tlhIngan) che sono la “ragione di acquisto” di Star Trek. Da sempre. Ecco, questi Klingons sono ancora meglio dei precedenti. Parlano un sacco, e questo è buono, perché il klingon è una lingua bellissima.  Sono vestiti un po’ da vampiri ottocenteschi tipo il Dracula di Bram Stoker, ma ci sta. Anche tutta la retorica sull’onore sembra quasi una presa per i fondelli. E li rende ridicoli. Peccato per la totale, finora, assenza di donne. A capo delle 24 tribù finora non ci sono femmine. Le quote rosa non vengono rispettate perfino  sul pianeta Qo’noS. Pensa te…