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Norsemen il lato demenziale del vichingo che ricorda tanto i Monty Python

E’ meglio se prima hai visto Vikings. Trattasi di serie storica canadese, tre la più violente del suo genere con attori bellocci, asce e schizzi di sangue. Chi sa e conosce ricorderà l’aquila di sangue, una delle presunte torture norrene che trova una delle più terrificanti rappresentazioni su piccolo schermo. Ispirata ai racconti sulle gesta di Ragnar Lothbrok e dei suoi figli, in teoria vorrebbe uscire dallo stereotipo del vichingo bello, biondo, saccheggiatore e stupratore seriale. In realtà non ce la fa, si resta da quelle parti e si indugia nel lato pulp del mito. Norsement è invece il demenziale dello stereotipo. Il titolo tradotto vuole dire “norreno”. E’ recitato da attori perlopiù norvegesi e prodotta dalla tv di Stato norvegese. E anche l’umorismo è nordico. Trattasi di sit-com ambientata nell’anno 790. Non è una mega-produzione, i personaggi sono pochi quindi scordatevi grandi battaglie o location mozzafiato. Sembra insomma di stare dentro le pagine di Asterix. C’è la valchiria mascolina che violenta i frati, il fratello del capo criptogay che vuole trasformare il suo villaggio in sorta di Capalbio, o il conte Varg vampiresco e assetato di ricchezze. Lo stereotipo del vichingo è preso per le corna. Qualcosa arriva dai Monty Python, qualcosa da Game of Thrones. Ma in definitva quello di Norsement è un demenziale glaciale, un teatro dell’assurdo gentile diverso da quello a cui siamo abituati. Non c’è nulla di volgare o scontato. E poi, per una volta, gli attori sembrano davvero divertirsi.