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Il momento di Sony

Gli analisti finanziari come degli avvoltoi aspettano il piano di ristrutturazione di Sony. Il Gruppo giapponese si aspetta per la prima volta dal 1995 perdite operative di 2,9 miliardi di dollari (260m iliardi di yen)  per l'anno fiscale che finisce al 31 marzo (l'anno scorso l'utile era di 200 miliardi di yen r). Complice, a detta loro, la sopravalutazione dello yen sul dollaro , la crisi e alti costi di ristrutturazione. Nel settore gaming, sono attese, dicono gli analisti, perdite operative intorno ai 330 milioni di dollari. Nel mirino in questo caso, lo yen ('80% del business di Sony è fuori dal Giappone). Diverso il discorso per i televisori piatti e per le altre aree di business. A breve verrà annunciato un piano di ristrutturazione. Probabile anche un taglio dei prezzi della Ps3. Ma i costi di sviluppi restano ancora troppo alti.
Per Sony il momento è difficile. E una revisione complessiva del business sembra ormai inevitabile. Quanto al gaming la situazione è un po' diversa. Dopo aver dominato con la Ps2, il tifone Wii ha cambiato le carte in tavola. Dalla loro, quelli di Sony, hanno la consapevolezza di avere una macchina da gioco superiore, geneticamente diversa da quella di Shigeru Miyamoto, con una potenza calcolo che la rende la console più longeva sul mercato. Anche rispetto a Xbox 360. Ma in questo momento, Microsoft insegna, conta il presente più che il lungo periodo. Sono partiti per primi con le console di nuova generazione bruciando le tappe e bagnando il naso a tutti. Oggi hanno senza dubbio la playlisti di giochi più belli in circolazione. Vedremo se il maratoneta Sony avrà la meglio sul velocista Microsoft