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Parappappappappa….. Cambio di paradigma. Secondo un sondaggio di Microsoft la maggioranza dei genitori in Europa e negli USA guarda positivamente ai videogiochi. La notizia mi inquieta.  Evidentemente fino ad oggi papà e mamma subivano questo fenomeno costretti con un fucile puntato alla testa ad acquistare videogame per gli amati e temuti figlioli. Ma vediamo i numeri:  il 61% (dei genitori) li considera un’esperienza socializzante e più della metà (52%) ritiene che aiutino a riunire le famiglie. Va detto subito che chi non lo sapesse Microsoft è uno dei tre principali player del settore videoludico. Ma non è questione di conflitto di interesse.  Quello che dicono i numeri è che il 39% dei genitori intervistati non considera i videogame una esperienza socializzante. Tradotto, quattro su dieci non si divertono a giocare con i propri figli anzi, verrebbe da dire, li osservano con preoccupazione mentre fissano lo schermo con un joypad tra le mani. Non solo: il 48% del campione non se la sente a dichiarare che i videogiochi aiutino a riunire la famiglia. Messa così i risultati del sondaggio prendono tutta un'altra piega, nel senso che non indicano un vero e proprio cambiamento di paradigma. Eppure, è evidente che qualche cosa è cambiato anche in Italia quanto alla percezione nostrana che abbiamo del videogame. Lo dimostra il successo della Wii ma sopratutto un certo sdoganamento del "gioco elettronico" all'interno di media più tradizionali. Se quindi l'immaginario collettivo sta ingolobando dinamiche e narrative videoludiche, evidentemente lo stesso non avviene tra i genitori. Oppure, più semplicemente le domande non riescono a cogliere bene il fenomeno. Ad esempio, che senso ha, mi domando, chiedere a un genitore se un gioco aiuta a riunire la famiglia? Siamo davvero sicura che la famiglia abbia bisogno di un gioco per riunirsi? Ma sopratutto perché allora non ci sono sondaggi sul monopoli, sulla televisione o sulla radio? Chi ha detto che un media debba agire da collante per la famiglia? E poi cosa intendiamo oggi con famiglia? Troppe domande, e forse tutte sbagliate.