Col Giappone alle spalle…

Venti giorni in Giappone senza sapere il giapponese sono sufficienti per giustificare l'ingiustificabile. Come minimo puoi permetterti di lodare la puntualità dei treni (vero) e al contempo sollevare il sopracciglio ogniqualvolta l'omino dietro al bancone dimostrando poca elasticità è andato in tilt per una domanda mal posta. Torni che sai ordinare in modo sensato in un ristorante giapponese e ti sembra di aver colto il perché là vanno matti per i giochi di ruolo. Con un po' di incoscienza puoi anche permetterti di cioncionare su omogeinizzazione, struttura sociale e individualismo nella società nipponica credendoci anche il giusto. Insomma, venti giorni in Giappone non sono nulla. Ma lasciano la consapevolezza che esistono altri modi stare al mondo. E questo è la migliore eredità di un viaggio.
Ps. Goozo si è divertito un bel po'

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  • Davide T. |

    Oh finalmente, bentornato Luca, spero di riascoltarti presto nel Nòvacast 😉

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