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Il texano che amava il sushi

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Red Steel nel lontano 2006 spiegò al mondo cosa fosse la Wii. Per la prima volta si sferravano colpi nell’aria fingendo di impugnare un katana. Fu un evento. Quattro anni dopo Ubisoft propone il secondo capitolo. L’ambientazione è giappo-texana. Come dire, sushi ma con il cappello da cow boy. I cattivi si chiamano sciacalli (chissà poi perché?), hanno la maschera in stile Venerdì 17 e, appena ti vedono, emettono urla gutturali. Tu sei un eroe dotato di cappello, katana e pistola. Rispetto al primo Red Steel non ci sono paragoni. Gli affettamenti, allora, non davano soddisfazione. Nel senso che durante uno scontro non c’era l’impellente desiderio di rendere partecipi mamma, papà, fidanzate/i, amiche o amici degli effetti dei propri colpi sul nemico. Oggi l’azione è più varia e divertente. La varietà delle mosse e la precisione dei colpi compensano la mancanza di effetti special-horror molto di moda oggigiorno. E questo forse è il miglior complimento