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Gowalla, Foursquare e il gioco dell’esploratore

Gowalla o Foursquare, uno o l’altro. Entrambi è una sciocchezza anche per il geek più assatanato. Quindi sarà bene scegliere a quale piattaforma affidare le nostre recensioni di pub, ristoranti, opere d’arte, musei e così via. Perché in fondo di questo si tratta: due social network a cui confidare la memoria dei nostri viaggi, le nostre esplorazioni e quindi i nostri giudizi. Per rendere più leggera (e divertente) questa opera di mappatura entrambe le "apps" hanno introdotto un meccanismo di gratificazione ludica. Si vincone iconcine (gowalla), si diventa Major (sindaci) di una zona in Foursquare ma in entrambi i casi il gioco è solo un pretesto. Manca la sfida e mancano gli incentivi giusti. Resta però il servizio. Esplorare e mappare il territorio è una attvità gratificante in sè. Detto questo i due social network rispondono in maniera diversa sul territorio italiano. La prova di Gowalla e Foursquare è avvenuta nel periodo pasquale in due grandi città (Roma e Milano) e su iPhone. L’app è disponibile anche per Android, Balckberry e Palm. E’ bene sottolineare il teatro della prova perché le due piattaforme nonostante il successo raccolto all’Sxsw non dispongono ancora di un pubblico paragonabile a Twitter o Facebook. Detto altrimenti, il valore di un servizio di geolocalizzazione dipende dal numero di segnalazioni degli utenti. E siccome non tutti possiedono uno smartphone dotato di navigatore Gps, chi e quanto spesso gioca ha un suo peso.
Più nel dettaglio, entrambe le piattaforme consentono di segnalare l’esistenza di un luogo che va ad aggiungersi a quanto fatto dagli altri utenti/giocatori. Ma la pratica più usata è semplicemente testimoniare che si è passati alla tal ora in un tal luogo, senza fornire ulteriori spiegazioni. Perché lo si fa? Per segnare il proprio territorio o più semplicemente per tramandare a sè stessi (e ai posteri) che in quel preciso giorno si passava da quel preciso punto. La pratica può sembrare un po’ sterile e in parte lo è. In più gironzolando tra le vie di Milano e di Roma sono ancora poche le recensioni di posti nuovi e interessanti al di fuori dalle mappe classiche. A parte una caffetteria Lavazza inesistente segnata a metà di via Merulana da un burlone la maggior parte delle segnalazioni non fornisce indicazioni supplementari. Questo vale per entrambi i software.
La mancanza di dati e partecipanti rende la recensione non semplice. Si può però affermare che Gowalla è più bello e più facile mentre Fousquare è più affollato. Più addentro nelle logiche del gioco il primo, più simile a un social network il secondo. In qualche modo si compensano. Su Foursquare Roma è mappata molto bene, la piattaforma è veloce e individua dove sei e i principali posti turistici e non indicati dai giocatori-utenti. A differenza di Gowalla, ci sono più tips (consigli) su dove andare a mangiare e cosa ordinare. Una curiosità: gli americani che presenti su Fousquare consigliano in massa i carciofi alla giudia, anche in ristoranti dove non sono la specialità.
Gowalla invece è indubbiamente più intuitiva nell’interfaccia. È facile aggiungere luoghi rilevanti, associare foto (cosa che Foursquare per ora non ha) e compilare tips. Inoltre, se si individua un luogo interessante da visitare, l’interfaccia consente in maniera più diretta di passare sulle mappe di google in modalità navigatore Gps. Le icone di Gowalla sono più "amichevoli" e precise di quelle di Foursquare, il che rende più veloce la lettura delle mappe. Entrambe le piattaforme sono connessi sia a Facebook che a Twitter. Si può segnalare così segnalare le proprie esplorazioni anche sui due popolari social network in barba alla privacy. Va detto che trattandosi di servizi di geolocalizzazione il richiamo alla riservatezza pare un po’ fuori luogo: partecipare a Gowalla o a Foursquare e non dire niente a nessuno pare un controsenso.
E’ lecito quindi domandarsi che fine faranno? Sicuramente non ne resterà solo uno. Ma da soli, senza big alle spalle, rischiano di diventare giochi un po’ troppo costosi (anche in termini energetici). La tentazione più forte infatti è di ridursi a feature di motori di ricerca. Bing di Microsoft si è già assicurato le preziose informazioni che circolano su Foursquare. Gowalla per ora sembrerebbe guardare a Google. Il più interessato a questi dati geolocalizzati sarebbe infatti il colosso che possiede già Google Maps. Semmai è lecito domandarsi perché a Mountain View non ci abbiano ancora pensato?
pubblicato su nova24 del 8 aprile