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Death Valley (Valle della morte). Via da Las Vegas per attraversare in un orario decente la valle della morte. Questo era il piano. L'american burger del giorno prima resta sullo stomaco causa aria condizionata a palla del Mirage a ciò va aggiunta una notte passata in bianco, risultato: si decide di passare tutto il giorno nella death valley. Esattamente qui  a Furnace Creek. Sui giornali viene indicato come il luogo più caldo di tutti gli Stati Uniti. Quando ci fermiamo il termometro segna 49 gradi celsius, in pratica una dozzina fon accesi su tutto il corpo. Dormire lì però ci consente di conoscere più da vicino chi lavora in quella valle dimenticata da Dio. A cena infatti c'è solo un pub dove si ritrovano tutti: turisti (pochi)

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e locali. C'è il juke box come nei vecchi bar, un donnone che balla da solo in un angolo, il cameriere nerd con una storia da raccontare grande quanto il suo occhio stralunato, la vecchia che ride forte, il bambino biondo sudato che corre intorno ai tavoli e tante facce da deserto, di chi ha scelto (forse) di passare un pezzo del suo tempo in culo al diavolo. E noi, che ai loro occhi siamo buffi e pure europei il che ci rende ancora più buffi. Per non contraddire le loro aspettative ordino a cena una omelette locale con contorno di riso. Il riso è poco, l'omelette gigantesca.  Dentro il saccottino di uova devono aver macellato una zampa intera di maiale. Sopra ci hanno messo un formaggio che non riesco a riconoscere. In compenso la birra Nevada è gelata e va giù che è un piacere. Sono felice. La notte il cielo è una emozione che si vive sudati senza brividi.

Ps la gente del deserto è speciale come anche la giornata passata tra quelle pietre roventi.