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Beyond Oblivion: la rivoluzione della musica digitale

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L'idea l'ha avuta ascoltando un tormentone estivo. «Ero ossessionato da questa canzone, era ovunque, nei cellulari, in radio, alla televisione. Mi sono chiesto allora: quante canzoni digitali vengono suonate in un anno? Ho preso un foglio Excel e l'ho calcolato arrivando al gigantesco numero di 4mila miliardi di tracce ogni anno. Un numero così alto, ho pensato, può salvare l'industria musicale».
Adam Kidron sembra ossessionato dai numeri. E proprio ragionando sui fondamentali dell'industria musicale ha deciso di fondare Beyond Oblivion (oltre l'oblio) una ambiziosa start up che aspira a sviluppare il più grande servizio di distribuzione di canzoni digitali del mondo: «Oggi ci sono meno di cento milioni di utenti che regolarmente pagano musica digitale (solo otto attraverso servizi di abbonamento). Mentre esistono ancora oltre due miliardi di acquirenti di cd e tuttavia si vendono sempre meno dischi. Qualche cosa non funziona? Di positivo ci sono le previsioni di consumo di musica in mobilità che promette di generare più soldi di quella su internet. Allora perché non trasformare la musica in un servizio a valore aggiunto per spingere le vendite di telefonini, notebook e dispositivi dell'elettronica di consumo?».
La logica è semplice: chiedere a tutti qualcosa è meglio di chiedere molto a pochi. Messa così però sembra fin troppo facile, ma a sentire il Ceo di Beyond Oblivion è una questione matematica. Il sistema scommette sui numeri, sui grandi numeri dell'elettronica di consumo ma anche su quel 95% di file digitali che violano i diritti d'autore e sull'assunzione che in generale propendiamo a consumare meno canzoni di quanto ne vogliamo possedere.
Più concretamente quello inventato da Kidron è un sistema di licenze studiato appunto per diventare una feature di tutti i device elettronici. L'utente paga una tantum acquistando il telefonino o il notebook e in cambio ha accesso illimitato a tutta la musica. Un pò come ha fatto Nokia con la musica e con le mappe. In ogni modo l'utente paga una volta e poi ha una sorta di abbonamento flat. Diverso è il discorso per le major. Per remunerare artisti e case discografiche l'idea è quello di superare il modello iTunes dove sostanzialmente il prezzo di ogni download viene diviso tra Apple e chi detiene i diritti delle canzoni. Beyond Oblivion invece conteggia tutte le volte che la canzone viene suonata (e quindi ascoltata) e sulla base del consumo "reale" le case discografica vengono ricompensate sotto forma di micro-royalties. «Ciò che tutti sanno – afferma – è che il valore di un file di musica non è nell'operazione di download bensì nel numero di volte che viene ascoltato». Almeno secondo Kidron.
Di diverso avviso potrebbero essere le case discografiche che restano la variabile più difficile da calcolare della sua equazione. L'accordo prevede un minimo e un massimo che garantirebbe chi detiene i diritti delle canzoni ma anche Beyondo Oblivion. La scommessa di Kidron si può così sintetizzare: le licenze e quindi la diffusione dell'elettronica di consumo renderà di più dell'ascolto (e non del possesso) della musica. Insomma, la sostenibilità dell'operazione pare legata a un numero, o meglio al prezzo con cui intende remunerare le major. Queste ultime sempre più strette da una lato dalla pirateria dall'altra dalla rigidità di Steve Jobs, l'unico che è stato in grado nel digitale di porre condizioni all'industria del disco. Per produttori di notebook, smartphone, autoradio, pc e console acquistare la licenza Beyond Oblivion costerà tra 10 e 50 dollari (il prezzo per una licenza dovrebbe variare da paese a paese). «Non è escluso che il player possa anche diventare una applicazione da scaricare», aggiunge Kidron anche se è poco probabile vederla nell'Apple Store. Poi ci sono gli utenti.
L'equazione Beyond Oblivion è scritta utilizzando con la sintassi del 2.0. La tecnologia infatti consente di condividere canzoni con altri utenti.  Ma c'è di più. Ed è forse questa la novità più interessante e più controversa. Il sistema ricicla quel 95% di canzoni che violano i diritti d'autore perché ciascun utente può condividere il sommerso e quindi farlo emergere. Una specie di condono i cui dettagli sono ancora tutti da chiarire. Il lancio è previsto il 10 ottobre di quest'anno (10.10.10). E a dicembre del 2011 Kidrom si attende di festeggiare l'anniversario con 20 milioni di licenze vendute. Attualmente sta girando l'Europa su un pulman come una rock band. Il personaggio infatti è esuberante e fa di tutto per apparire simpatico.
Eppure, ha fatto innervosire – e anche non poco – tutta l'America conservatrice quando nei panni di Ceo della Urban Box Office (Ubo), una etichetta di musica reggae ha prodotto per cellulari la versione latina e un po' ritmata di "The Star Spangled Banner", meglio conosciuto come l'inno nazionale americano. Ora vuole far tremare Steve Jobs. Alle sue spalle (o meglio nell'azionariato di Beyond Oblivion) c'è Rupert Murdoch che ha versato 10 milioni di dollari, ma anche Allen and Co. e Intertrust.
Il successo della sua inziativa dipenderà in ogni caso dagli accordi che riuscirà a stringere con i big delle'elettronica di consumo. Ma anche e soprattutto da quel numero legato alla remunerazione delle major. Se il parametro fosse giusto l'equazione potrebbe davvero funzionare. Se però i conti non dovessero tornare, Beyond Oblivion rischierebbe l'oblio.

pubblicato su nova24 di luglio.