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Liberi schiavi (Enslaved: Odyssey to the West)

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O la ami o la odi. A me sono bastati un paio di capitoli per detestarla. Lei è Trip e tu sei Monkey. Il gioco si chiama Enslaved: Odyssey to the West, sviluppato da Ninja Theory per Ps3 e Xbox 360. La prima parte del titolo svela l’arcano: enslaved sta per schiavizzato. Prima però il contesto: siamo in una New York dominata da robot buffi ma letali. Monkey è curvo, muscoloso e scimmiesco. Trip è rossa, angelicata e con l’occhio perennemente finto-stupito. Dovrai occuparti di lei per tutta l’avventura. Non certo perché sei buono. La ragazza grazie a una fascia metallica che ha piazzato con l’inganno sulla testa di Monkey lo controlla e inibisce il suo sano istinto di ribellione. Chiaramente i due finiranno per amarsi. Ma prima dovranno imparare a collaborare per sfuggire a innumerovoli pericoli. Questa relazione forzosa rende Trip per certi versi insostenibile. All’inizio è una palla al piede poi migliora ma è tardi per recuperare. Comunque la grafica è davvero spettacolare. Per una volta gli occhi dei personaggi hanno una luce umana. Merito della cura di Ninja Theory ma sopratutto di Andy Serkis (Gollum) che ha saputo trasmettere alle animazioni tutta la sua esperienza nel motion capture. A parte antipatie soggettive, sia Monkey che Trip sono davvero credibili e vivi. Meno la storia, anche se la relazione resta intrigante.

pubblicato su Nova24 del 21 ottobre