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Tutto l’amore del mondo (col Gps)

Più di dieci miliardi di dollari all’anno. L’industria del dating online macina più soldi del porno e gode di ottima salute. Un rapporto di Online Schools ha provato a tracciare i confini a una galassia di software, siti, esperienze a cavallo tra il ludico e lo spinto, a un settore che proprio non sembra conoscere crisi. Solo negli ultimi anni, si apprende da IDate 2011, una delle convention mondiali più autorevoli, i siti per trovare l’anima gemella online sono quasi raddoppiati dimostrando di saper cavalcare le mode tecnologiche del momento. Accanto ai siti "generalisti" come match.com, meetic.com, eHarmony.com, chemistry.com basati su un business classico a pagamento si sono affiancati una nuova generazione di luoghi 2.0. Dal nulla sembra essere spuntato Alex Mehr, il fondatore du www.zoosk.com. In meno di un anno è riuscito a entrare tra i primi dieci siti di dating online registrando un giro d’affari di 40 milioni di dollari. L’idea è stata quella di assumere la forma di una applicazione per social network, agganciarsi a Facebook e produrre una campagna di viral marketing particolarmente efficace. Risultato? Ogni mese su Fb otto milioni di single fanno amicizie interessate.
Ma è sul mobile il trend di crescita più evidente. Lavalife.com, OkCupid.com, ma anche i principali operatori, non hanno esitato a proporsi ottenendo immediati ritorni. La variante tecnologicamente più interessante è però quella di sposare questi servizi con il Gps. La geolocalizzazione del dating su modello Foursquare. Chi si sta muovendo su questa frontiera ha già attirato l’attenzione dei venture capital, da San Francisco a Mosca, da Londra a Gerusalemme. Skout di David Gerberin, un venticinquenne californiano ha già raccolto 1,5 miloni di dollari raggiungendo in pochi mesi il tetto del milione di utenti. La londinese Flirtomatic è stata protagonista di una delle prime cinque operazione di venture capital su suolo britannico intascando 6 milioni di dollari. In questo business del proximity dating c’è anche l’italianissima Flirt Maps, una applicazione realizzata da Neonetwork che in meno di sei mesi senza investimenti di marketing ha raggiunto circa 300.000 utenti. Il prodotto uscirà dalla beta a novembre ed è basato su un modello di monetizzazione che ricalca quello di Farmville (Zynga): le funzioni di base sono gratis mentre per i servizi "ad alto valore aggiunto", come ad esempio inviare regalini virtuali, beh, quelli si pagano.
Il successo di queste applicazioni dimostra la mutazione che sta subendo un po’ l’intero settore. Dalla ricerca del compagno per la vita all’incontro occasionale, 2.0 e geolocalizzato. Dalla compilazione di questionari online, con tanto di database e algoritmi per trovare la formula delle affinità elettive a software più spicci multipiattaforma che rilevano nel raggio di alcuni Km la presenza di single globetrotters. Insomma, più flirting che dating, più avventura che matrimonio. Le conseguenze e le ricadute in termini di privacy sono ancora tutte da valutare e non saranno molto dissimili da quelle per i social network.
Parallelamente, quasi per gemmazione, sbocciano nicchie che incrociano gioco, genetica e geolocalizzazione. Certamente curiosi i servizi Basisnote, GenePartner e ScientificMatch che assicurano la compatibilità di coppia attraverso un test del Dna. Le persone tenderebbero a esser attratte da chi ha un patrimonio immunitario – più esattamente il principale sistema di istocompatibilità HLA – il più diverso possibile dal loro. Se però la chimica non convince c’è Love Plus, per Nintendo Ds e iPhone, molto di moda in Giappone. Il gioco, un simulatore di relazioni fittizie con ragazze virtuali ha avuto così successo che una cittadina a pochi chilometri da Tokyo, Atami, ha deciso di offrire week end al giocatore e al suo avatar.

pubblicato su Nova del 11 novembre