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L’ecosistema Shazam

È stata l’app più celebre quando è comparso l’iPhone. Sicuramente molti la ricorderanno come la più sorprendente. Un software di riconoscimento così sofisticato da indovinare il titolo di una canzone dopo poche decine di secondi di ascolto. Una piccola magia non solo perché ci "azzecca" quasi sempre ma anche perché funziona anche solo fischiettandoci dentro. Nove anni dopo il debutto, quelli di Shazam (questo il nome dell’apps) non sono stati fermi un attimo. Intorno a quella che poteva essere considerata banalmente come una attrazione-carina-da-far-vedere-agli-amici, i manager londinesei hanno creato una interessante rete di relazioni e iniziative con al centro la tecnologia. Per dirla in altro modo, l’algoritmo di riconoscimento musicale è stato sfruttato non per vendere canzoni ma per offrire servizi. L’ultimo in ordine di tempo nasce dall’accordo con Spotify, uno dei più innovativi siti di streaming musicale. La collaborazione renderà ancora più automantico il passaggio dall’individuazione del titolo all’ascolto della traccia. Agli utenti basterà puntare il cellulare verso la canzone, ci penserà il sistema a riconosere autore e hits e collegandosi a Spotify farà ascoltare in streaming la traccia. Si configura un consumo di musica di tipo nuovo, che si appoggia alle musica che ascoltiamo in mobilità.
«Anche in questo caso il modello di business si basa su due pilastri: pubblicità e servizi premium – commenta Will Mills, direttore musica e contenuti di Shazam. -. Non posso ancora dire quanto fatturiamo ma siamo convinti che questa sia la strada giusta. In questa fase è importante sperimentare».
Un’altro servizio che sfrutta il riconoscimento musicale è quello legato al comportamente degli utenti di Shazam. Azionando l’app si "tagga" una canzone, si decide di segnalare un motivo dopo averlo ascoltato. Questa informazione è immediatamente utile al business musicale perché rappresenta un voto di gradimento. Da qui l’idea di compilare delle classifiche sulla base dei tag, del comportamento degli utenti. Oggetto delle segnanlazioni non solo la musica che passa per radio e televisione ma anche quella che si ascolta all’aperto, ai concerti o nei locali. Più di tre milioni di tracce vengono "segnalate" sui cellulari (Android, iPhone, Nokia ecc) ogni giorno. Il servizio quindi combina il database di oltre 10 milioni di canzoni di Shazam con l’algoritmo di identificazione e il "voto" degli utenti. Da questo mix sono nate appunto delle chart che hanno l’obiettivo di segnalare musica o confermare successi. Come nel caso italiano, in testa c’è Adele con il singolo Rolling In The Deep. Al secondo posto Grenade (Bruno Mars) e Something in the Water (Brooke Fraser- Something In Th).
«Guardiamo anche alla tv – aggiunge Mills -. L’idea è quella di connettere contenuti premium alle serie televisive». Il sofware "ascolta" la tv, riceve un comando e attiva un contenuto aggiuntivo. Un’altra declinazione del software di riconoscimento. Che ora però attende solo i numeri economici per essere valutato.