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Diaz (don’t clean up this blood) (2012)

Di getto posto questa intervista a Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Resto del Carlino, testimone e vittima del massacro nella scuola Diaz.  Nel video viene intervistato fuori dal cinema dopo aver visto il film di Daniele Vicari. Invito ad ascoltarla per intero.

 

 

Solo su un punto non sono d'accordo. Guadagnucci non approva la scelta di Vicari di raccontare "solo" la violenza.  Avrebbe preferito approfondire la solita  fogna italiana che è emersa dentro e fuori dai tribunali (gli accusati sono tutti al loro posto, i reati cadranno in prescrizioni e i dirigenti sono stati pure promossi).  Come dargli torto. Eppure, parlo da spettatore, gli schiaffi, le mazzate, le torture di quella notte cilena ricostruita con documenti, testimonianze e video amatoriali ti entrano nelle viscere e non se ne vanno. Con lo stomaco chiuso quando si sono accese le luci del cinema sono tornato a casa e abbiamo (io e la mia compagna) cercato su internet nomi, filmati, carte processuali. In silenzio, poche parole, ci siamo messi davanti al pc con l'intento di capire qualche cosa in più:  che fine hanno fatto le vittime, se sono riuscite a tornare alla vita, se le ferite si sono rimarginatr oppure si sono stemperate in vendetta. Volevo anche stamparmi bene nella testa i nomi delle persone coinvolte, non con l'ansia di volermli dietro le sbarre (sempre stato garantista, ci mancherebbe), ma per non dimenticare. Se saranno tutti prescritti, come probabile, il minimo che possiamo fare è ricordare e seguire questi processi. Un dovere civile.  Quanto al film, come molti ho trovato un po' di retorica di maniera nei due black bloc. Come anche un po' da fumetto i "cattivi" della Questura. Probabilmente avrei preferito un documentario e non un film dell'orrore. Ma è giusto così'.

 

 

 

 

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