Il Google Earth del corpo umano

Asme2_300_rgb I ricercatori Ibm  hanno presentato un prototipo di software di visualizzazione, che consente ai medici di interagire con i dati clinici così come interagiscono con i propri pazienti, semplicemente osservando il corpo umano. La traduzione è un avatar, un corpo umano digitalizzato e cliccabile dal medico. Se per esempio ho il ginocchio fragile, cliccando sul mio pupazzetto all’altezza della gamba avrò, anzi, il medico avrà accesso a tutti miei dati clinici. Il che gli consentirà di concludere che sono un impiastro, che mi faccio sempre male e che a tal proposito non c’è nulla che la scienza possa fare.

In ogni modo, dietro questa prototipo c’è un’idea che balena da tempo ai tecno-ingegneri-sociali: digitalizzare tutti i dati clinici, smaterializzare una volta per tutte tutti documenti della sanità. Raccogliere in un unico file tutti i foglie fogliettini che raccontano la nostra salute. L’idea non è malvagia. Certo, prima occorrebbe risolvere quintali di problemi  legati alla privacy. Ma terminate queste scartoffie….

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  • Cristina |

    No, non sono medico, ma conosco bene la categoria lavorando a stretto contatto con loro.
    Comunque questa nuova proposta mi sembra proprio figa, buono a sapersi!

  • Luca Tremolada |

    Sì tra l’altro parlando con Accenture e Ibm mi hanno spiegato che in italia lo scoglio dei medici non è da sottovalutare.
    Da un punto di vista tecnologico, la sfida è di mettersi d’accordo sugli standard.
    Tu sei un medico no?

  • Cristina |

    Sarebbe un ottimo strumento che permette un risparmio di tempo notevole e facilita l’anamnesi del paziente. Tieni presente che sono sempre più diffuse le cartelle cliniche elettroniche, che all’inteno di una stessa struttura (es. un policlinico) sono visibili a più medici di diversi reparti e sono coperte da password, per ovvi motivi.
    Il vero problema è un altro: sensibilizzare i medici all’uso delle “nuove tecnologie” come il computer…

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