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UPV 6

Oceanside è a metà strada tra Los Angeles e San Diego. Da lì in poi, giù verso il Messico cominciano le onde vere. Almeno così sostiene quella parte di California che vive con una tavola sotto braccio. Sono i meno fighetti, hanno poco a che fare con i palestrati di Malibu e Santa Monica. Loro il mito dell'onda ce l'hanno davvero. Alcuni dicono di aver sacrificato tutto per vivere sulla spiaggia. Glielo leggi negli occhi che per loro entrare in un tubo d'acqua è come un assolo di chitarra elettrica per un rocker. Qualche cosa di imprescindibile o forse semplicemente il pretesto per nascondersi dall'altra America. Vallo a sapere. In ogni caso l'onda, l'attesa e il tuffo è qualche cosa di profondamente esistenziale. Io il surf non lo pratico, non ho il fisico e neppure la pazienza. Ci ho provato. Quello che so l'ho imparato la sera bevendo con i surfisti sulle spiagge del messico. Ci hanno provato a farmi stare su una tavola, ma niente. Ho i piedi troppo piccoli (così sostengo io). Mi hanno però insegnato ad ascoltare il respiro dell'oceano. Di questo sarò loro sempre grato. Per celebrare questo ricordo scegliamo un ristorante messicano sulla spiagga. Il primo che capita, dico io, tanto sono tutti buoni.

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Ordino un burrito. La foto dentro il locale era molto bella. Quello che mi sono trovato nel piatto molto meno.Il punto è che tutti mangiavano di gusto. Quando è così ti senti un po' in colpa, al limite sbagliato. Lo so, è sbagliato sentirsi sbagliato se il burrito fa schifo. Anche perché il mio burrito faceva oggetivamente schifo. Più sano è alzarsi e lasciarlo lì. Io ne ho mangiato metà prima di giungere a questa decisione. Mi è restato sullo stomaco per un paio di ore. E sono riuscito a mandarlo giù solo con due coca cola. Potevo fermarmi prima, ma, dico io, sei vicino a San Diego e non mangia messicano? Eddai….