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Buona ultima festa del papà-smartworker-vigliacco

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La festa del vigliacco. Nella pandemia la festa del papà smartworker con figlio in Dad o peggio con minore di sei anni è la festa di chi si nasconde o ci prova con tutte le sue forze. Non si tratta di tradire o sfuggire ai propri doveri di padre e di compagno. Il papà-smartworker-da-zona-rossa cerca solo di sopravvivere. Si chiama gestione del tempo e dell’attenzione. Nella configurazione post-lockdown-prima-ondata il papà non ha a disposizione l’ufficio in cui rifugiarsi. Sta a casa. Sporca. Occupa. Negozia. Distrae e viene distratto. Si lamenta ed è oggetto di rimproveri. Sgomita, si sfoga e perde la calma. Poi respira, chiede scusa e si rassegna. E’ una questione biologica: lotta per l’autoconservazione. Sopravvive. Al meglio. Non dura tanto. Non può durare a lungo. C’è un istante preciso in cui si rompe tutto.  A me è successo mentre scrivevo una mail nascosto in bagno con il figlio che picchiava forte i pugni sul muro per farmi vedere un gioco. A me giocare piace, ma la mail dovevo spedirla. Il combinato disposte delle due cose genera ansia, l’ansia è ansiogena e tende ad autoalimentarsi. Ecco in quel momento qualcosa si è scheggiato e diviso in pezzi piccoli piccoli per poi ricomporsi e assumere una forma diversa. Mi sono arreso.  Ho razionalizzato e deciso di misurare il mio tempo in modo diverso. Non è come accendere un interruttore. Vuole dire ridefinire quella che era per me normale. Stabilire nuove priorità. Centrare la punta del compasso un po’ meno al centro del proprio ombelico. Non credete a chi vi dirà che è stato facile e naturale. Che il lockdown è stato una illuminazione e una riscoperta. Che il rapporto con moglie e figlio sono migliorati. E che è tutto bellissimo.  Mente sapendo di mentire. Siamo esseri resilienti. Non immutabili. Ci vuole solo energia per cambiare lo stato di forma. Poi ci adattiamo. Questo per dire che non è facile. Sai che è sano e ne vale la pena. Ma ogni giorno è come se si ricominciasse da capo. E ogni giorno impari che l’anno prossimo alla festa del papà ti sentirai un po’ meno vigliacco.